A Gela, popoloso comune della provincia di Caltanissetta, noto più per fatti di mafia che per ubicazione geografica, pare non esista nemmeno una libreria. (Fonte: CorriereDellaSera.it)
A Matera, 60mila abitanti, culla dell’arte in Basilicata, città che aspira a divenire capitale europea della cultura – non ho ancora capito per quale era geologica decideranno, negli alti palazzi comunali, di presentare la candidatura – le librerie ci sono. Poche, ma ci sono. La piaga che il materano tendente all’intellettuale ma troppo poco snob per diventarlo, pop per necessità ma rocker per vocazione deve combattere non è l’esiguo numero di luoghi di lettura disponibili, ma l’alto tasso di crescita delle scuole da ballo.
Roba che tra un po’ faremo invidia a Cuba intera…
E’ un virus che ha trovato anticorpi scarsi in questa città. Prima o poi qualcuno verrà a proporvi di cimentarvi, tutti insieme, nei passi di danze esotiche, che solo a conoscerne nomi e varianti bisogna frequentare un corso a parte.
Chi legge questo blog sa che la mia ironia lascia sempre aperta una porta anche alle vittime dei miei post irriverenti (esclusi i vecchi rincoglioniti che bloccano il traffico con i loro 10km/h su strade larghe quanto Avenida da Liberdade – ogni tanto esagero – e i ceffi che accendono i fendinebbia in città anche quando l’unica traccia di foschia presente è quella nelle loro teste). Spesso e volentieri, però, l’irriverenza è figlia di una realtà che poco concede al pensiero, a una visione differente rispetto alla stessa realtà in cui viene proiettata.
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