Prima di poggiare le mie regali chiappe su una delle 800 poltrone del cineteatro Duni, pensavo di trovarmi di fronte una sorta di fratello ibrido di Slevin, Patto Criminale e un episodio a scelta della saga Ocean’s.
Be’, un po’ ci ho azzeccato, dai. Un po’, per l’appunto. Perchè l’ultima fatica dos irmaos Coen è un condimento di situazioni reali che più surreali non si può. Ancora una denuncia – divertita da un lato, quasi noir dall’altro – della società americana, con le sue paranoie sulla privacy e la sicurezza nazionale (cosa, quest’ultima, che pare non interessare – perlomeno nel film – nemmeno ai russi).
Brad Pitt fa la parte dell’istruttore di una palestra che sembra essere il crocevia di tutti gli intrighi di Washington. Ho scommesso sulla presunta omosessualità del personaggio interpretato da Brad, con un amico che era con me nel cinema.
George Clooney fa la felicità di tutte le donne presenti in sala, con un ruolo che indossa alla perfezione (lo sciupafemminesfigate che rimane tradito dal suo stesso tradimento – vedere il film per comprendere – ).
Appena ho visto Tilda Swinton, l’ho scambiata per la strega cattiva di Narnia, non per la gelida bellezza ma per l’assiderante ruolo affidatole: la moglie di John Malkovic (un momento, tra un po’ arrivo anche a lui). Troppo rigido, il suo ruolo: una pediatra che si incazza pure con un bambino mezzo obeso.
Passiamo all’apoteosi della coeniana surrealità: John Malkovic. E’ grazie al suo lavoro, infatti, che si avvia questa esplosione a catena che porterà a un azzeramento totale (o quasi) dei protagonisti. Fisico e caratteriale. La figura di Malkovic non è per nulla rassicurante: sembra un vecchio nerd con le orecchie a sventola. Dal suo personaggio ci si attende, durante tutto il film, un’azione violenta. E, finalmente, accontenta tutti noi spettatori, regalandoci momenti di violenza riparatrice (per lui) e distruttrice (per chi gli capita sotto tiro).
Parafrasando gli stessi fratelli Coen, con il titolo del loro precedente (capo)lavoro: non è un film per vecchi. Perchè insegna quello che i vecchi già sanno.
Commenti recenti