Le Poste sono paesi per vecchi

10 12 2008

Parafrasando, ancora una volta, i fratelli Cohen (a proposito: ce l’ho fatta a vedere Il Grande Lebowski, mio nuovo mito cinematografico…), mi appresto a parlare della mia mezzora più schifosamente pulp di questi ultimi giorni.

Immaginate un ufficio postale, di giallo arredato, con una fila chilometrica di vecchini e vecchine che attendono di ritirare la loro pensione.

Piazzateci un quasi trentenne che deve affrontare, nell’ordine:

  1. la ricerca di un parcheggio
  2. la pioggia
  3. la fila chilometrica
  4. la situazione amministrativa del suo Postamat
  5. la tirannia dell’orario.

Bene, ho sorvolato sul tanfo di vesti e vite consumate che si respirava in quel luogo perchè qualcuno, un tempo, disse che ciò che sono loro saremo noi e ciò che siamo noi loro lo sono stati, molto prima di noi.

Il mio rispetto per i vecchi è immenso e ho già ribadito che mi diverto più con vecchi porci che con giovani rincoglioniti. Sempre se i miei amici anziani rinunciano a mettersi sulla strada con la propria auto: in caso contrario, addio amicizia.


Azioni

Informazione

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s




Follow

Get every new post delivered to your Inbox.